Sportello linguistico francoprovenzale
(a cura di Rosanna Moroni Re Fiorentin e Anna Gattiglia)

La lingua
La Legge nazionale n. 482 del 15 dicembre 1999, Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche, dà attuazione all’articolo 6 della Costituzione della Repubblica Italiana, che recita «La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche». Sulla base di tali strumenti, il Comune di Usseglio ha istituito, con deliberazione della Giunta comunale n. 13 del 23 febbraio 2008, uno Sportello linguistico francoprovenzale, identificandolo con il Museo Civico Alpino di Usseglio. Tale sportello fa parte della rete degli sportelli linguistici della Provincia di Torino.
La sezione del Museo di
Vita, cultura, lingua e tradizioni locali, in collaborazione con il Servizio Programmazione e Gestione Beni e Attività Culturali della Provincia di Torino, si è assunta il compito di documentare e tutelare il patrimonio linguistico francoprovenzale di Usseglio, al fine di non disperdere un patrimonio culturale legato al territorio e alla sua storia.
Il francoprovenzale di Usseglio ha origine da uno dei tre gruppi del galloromanzo, quello sud-orientale, di cui fanno parte anche le lingue di bassa valle di Susa, parte del Delfinato, Savoia, Lyonnais, Valle d’Aosta, parte del Valais e cantoni di Fribourg e Neuchâtel.
La denominazione «francoprovenzale» (1873) si deve al glottologo Graziadio Isaia Ascoli (1829-1907). Negli anni 1911-1914 Benvenuto Aronne Terracini (1886-1968) ha pubblicato il primo studio sulla lingua di Usseglio, divenendo il punto di riferimento per gli studi linguistici successivi. Fra i principali studiosi che hanno contribuito a una definizione sempre più puntuale del francoprovenzale si ricordano Corrado Grassi e Tullio Telmon dell’Università di Torino. L’interesse dell’argomento è sottolineato dalle tesi discusse in tale Università, fra cui
La parlata franco-provenzale di Viù, di S. Versino (1971), e Ricerche di toponomastica romanza sul catasto di Usseglio del 1607, di Claudia Giacomelli (1994), diretta da Giuliano Gasca Queirazza. Nel 2006 il Museo di Usseglio ha edito Come parlano gli ussegliesi, rielaborazione della tesi di Silvia Re Fiorentin, diretta nel 2005 da Tullio Telmon: l’opera esamina la percezione che gli ussegliesi hanno della loro lingua in rapporto a piemontese e italiano, mostrando che il francoprovenzale prevale come lingua di comunicazione «interna», mentre l’italiano, e non più il piemontese, è oggi utilizzato per comunicare con individui estranei alla comunità. Nel 2008, la medesima autrice, sempre diretta da Tullio Telmon, ha portato a termine la tesi di secondo ciclo La toponomastica del Comune di Usseglio, comprendente l’analisi di 500 toponimi, in conformità alle linee guida dell’Atlante toponomastico del Piemonte montano, in fase di realizzazione presso l’Università di Torino.
Lo sportello linguistico del Museo di Usseglio si inserisce in questo contesto di studi come garante della documentazione e della conservazione della lingua locale, attuando interventi tramite la didattica, gli apparati didascalici, la raccolta di tradizioni, audiotesti e videotesti.

La ricerca toponomastica
Il recupero della toponomastica locale e dei suoi significati, nel quadro della ricostruzione dell’identità linguistica francoprovenzale, ha preso avvio con la trascrizione di alcuni documenti di archivio, finalizzata all’allestimento della mostra Storie di pietra, terra e acqua, Documenti dell’Archivio Storico del Comune di Usseglio (2007). Fulcro della mostra era un catasto descrittivo completo, il Registro della Comunità del 1682, da cui si sono ricavati numerosi toponimi e antroponimi legati alla descrizione e all’uso del territorio, analiticamente commentati nel catalogo della mostra. I toponimi rilevati dal Registro hanno antecedenti nei Consegnamenti del 1607, il documento catastale più antico di Usseglio, conservatosi solo parzialmente e utilizzato da Claudia Giacomelli nella sua tesi.

La didattica
Il binomio didattica-francoprovenzale nasce su di un terreno localmente fertile. La Scuola elementare di Usseglio ha infatti sempre prestato particolare attenzione alla cultura e alla lingua locali, instillando negli scolari l’interesse e il senso d’importanza del recupero dei significati culturali della tradizione linguistica. Il Museo in questo campo propone alle scuole di primo e secondo grado della provincia di Torino un laboratorio, ideato dalla sezione Didattica e intitolato Filalalana, il cui percorso va dall’osservazione alla sperimentazione: visita a una stalla di ovini, proiezione di un filmato sulla tosatura, discussione e pratica con le anziane del villaggio, con uso di strumenti originali.
Fanno parte delle attività didattiche del Museo le rappresentazioni teatrali ispirate a episodi della storia locale, recitate dai ragazzi di Usseglio prevalentemente in italiano ed episodicamente in francoprovenzale, con intermezzi di danze e musiche tipiche.

I percorsi espositivi
Il Museo cura la tradizione linguistica e toponomastica locale attraverso i propri apparati didascalici, inserendo ed evidenziando capillarmente la trascrizione di termini e nomi di luogo francoprovenzali nei pannelli e nelle targhette esplicativi esposti sia all’interno delle proprie sale, sia lungo l’itinerario esterno del
MVSEO DIFFVSO, un percorso didattico autoguidato che si snoda dal complesso monumentale, in cui hanno sede il Museo e il giardino roccioso «Francesco Peyrolery», sino alla frazione Crot, passando per la frazione Villaretto.

Le interviste
Il recupero strutturale e la valorizzazione ambientale del Mulino dei Voulpòt in frazione Villaretto, realizzato nel 2007-2009, ha comportato la registrazione della testimonianza orale di Franco Ferro Famil Voulpòt, classe 1931, figlio dell’ultimo conduttore del mulino e protagonista di una intervista filmata in francoprovenzale che affronta i principali argomenti tecnici, economici e sociali concernenti il funzionamento dei mulini ad acqua tradizionali. Il filmato, in corso di sottotitolatura in italiano, è periodicamente proposto ai visitatori del Museo nel corso di varie manifestazioni, fra cui le Settimane della cultura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Altre interviste, ad Anna Perino, cultrice delle tradizioni della frazione Perinera, e a Luisa Cibrario, poetessa francoprovenzale del Villaretto, sono state realizzate (2009) da Marta Balzarro, studentessa della Facoltà di Architettura di Torino, nel quadro di un seminario sul tema dell’immaginario popolare.

La poesia
L’espressione di sentimenti e realtà in versi secondo una propria visione del mondo ha profonde radici in Usseglio, che già ispirava a Luigi Cibrario (1802-1870) la raccolta di poesie
Raggi dell’anima (1861). La frazione Perinera può vantare di avere dato i natali a Michelangelo Perino Bert (1900-1982), che con Steile alpine celebra il paesaggio della sua infanzia, scrivendo sia in piemontese, sia in francoprovenzale. Fra i poeti viventi che si esprimono in puro francoprovenzale emergono Luisa Cibrario (Il fieno di san Pietro, Lou fen ‘d san Perou), la cui opera riflette la memoria dei luoghi e le usanze locali, e Mauro Giardino (Mai solo, Mai soul), che esprime intensamente il suo senso di appartenenza al territorio: entrambi gli autori, apprezzati in ambito extraregionale (Concorso Nazionale di Poesia del Comune di Livinallongo del Col di Lana), sono profondamente legati alla frazione Villaretto.

Bibliografia essenziale
GATTIGLIA A., MARCHISIO S. (a cura) 2007. Storie di pietra, terra e acqua. Documenti dell’Archivio Storico del Comune di Usseglio. Usseglio.
GIACOMELLI MIORELLI C. [2001]. Nostou patouà. L. Longhi Borla, A. Reffieuna Roch (red.),
Usoei Uxellos Usseglio: 176-184. Rivoli.
RE FIORENTIN S. 2006.
Come parlano gli ussegliesi. Usseglio.
TERRACINI B.A. 1911-1913-1914. Il parlare d’Usseglio.
Archivio Glottologico Italiano XVII (II): 198-249; XVII (III): 289-360; XVIII (I): 105-186. Torino.

Copyright © 2009 Museo Civico Alpino «Arnaldo Tazzetti», Piazza Cibrario, I-10070 Usseglio, tel. 338-61.84.408, www.antropologiaalpina.it\museocivicoalpinousseglio.htm (testo aggiornato al 10 luglio 2009).

Testo di Rosanna Moroni (Sezione di Vita, cultura, lingua e tradizioni locali, rosanna.moroni@libero.it) e Anna Gattiglia (Sezione di Archeologia mineraria e storia delle risorse economiche, anna.gattiglia@unito.it).

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